mercoledì 15 aprile 2009

CONTESTO SOCIALE: partenship progetto

Creatività
Menti ApeRTE
un'idea-progetto per un Sistema della creatività e dell'innovazione ai Castelli Romani.

La società della conoscenza induce - in un certo senso obbliga - i territori ad elaborare modelli di sviluppo basati fondamentalmente sulla creatività e sull'innovazione; non è un concetto nuovo, ma sembra acquisire una rinnovata pregnanza oggi che ci si confronta sulle idee e le strategie per vincere la crisi globale che attraversa anche il nostro paese. Si moltiplicano le ricerche, le pubblicazioni, gli eventi sul tema, ultimo in ordine di tempo il "Festival delle città impresa" che si è svolto i primi di aprile nelle città simbolo del nord est d'Italia, piccola porzione di territorio che vanta la più alta densità di industria creativa per metro quadro al mondo e che già a febbraio è sbarcata a NewYork con il progetto Innovation Valley. Innovazione e creatività alla base di un pensiero che non si ferma al si salvi chi può dell'oggi, ma che guarda al futuro e che parla la lingua della rete, perchè l'innovazione non si fa da soli ma mobilitando le intelligenze, i saperi, le culture presenti sui territori, nelle persone, nei luoghi vissuti. Infatti per rendere concreta questa idea occorre che tale orientamento sia condiviso e fatto proprio dalle comunità di riferimento, e non si riduca ad azione di piccoli gruppi di cervelli isolati dentro centri di ricerca; occorre pertanto creare il clima, l'atmosfera giusta: essere capaci di attivare nei territori tutta una serie di azioni ed interventi che favoriscano il radicamento di meccanismi di diffusione e trasmissione di creatività e innovazione, occorre operare partendo dalle risorse presenti nelle comunità locali, valorizzandole e facendole parlare. Un territorio come quello dei Castelli Romani, di cui non si perde occasione per esaltarne le ricchezze materiali e immateriali, può trovare le risorse per riprogettare il suo futuro su basi culturali, spingendo l'acceleratore sull'innovazione, sulle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Questo è stato detto più volte e a più voci e ci si ragiona da alcuni anni, ma occorrono azioni concrete.Il Consorzio delle biblioteche dei Castelli romani vuole lanciare su questo numero del Vivavoce una "Idea progetto" che sta tutta dentro il ragionamento appena abbozzato. Il progetto non nasce dal nulla, ma crede di interpretare il senso di una serie di interventi in atto sull'Area da parte delle istituzioni locali e di governo e di un ampio e articolato tessuto territoriale fatto di associazioni, enti di ricerca, imprese, singoli talenti creativi che, separatamente o con reti ancora embrionali , lavorano quotidianamente, privi però della sponda e del sostegno di un progetto organico di più ampio respiro. Mi riferisco ai progetti regionali relativi al "Distretto Tecnologico del Lazio", al quelli intitolati "Officine dell'arte" e "Officine culturali", ai progetti provinciali sui "Centri per la Creatività", al progetto "Officina innovazione", agli interventi già in atto finalizzati allo "Zero digital divided": Sono tutte iniziative che potrebbero moltiplicare i loro effetti se non procedessero in ordine sparso, ma fossero calate dentro logiche di condivisione territoriale e messe a sistema.
Qui di seguito esponiamo un estratto dell' idea - progetto del Consorzio SBCR intitolata "Menti ApeRTE" sulla quale vorremmo invitare a riflettere, i Comuni dell'Area, la Provincia di Roma, la Regione Lazio e il tessuto delle industrie culturali e creative del territorio, gli enti di formazione e di ricerca, le scuole e l'università per capire attraverso quali concrete azioni mettere insieme idee, risorse, competenze ed avviare un robusto percorso di innovazione. È evidente che trattandosi solo di un'idea progettuale, questa va letta come stimolo e provocazione alla riflessione e niente di più. Menti ApeRTE ha bisogno per decollare, fin dal suo nascere, della grande energia dell'intelligenza che sappiamo essere distribuita sul territorio, ma non conosciuta e valorizzata.Siamo convinti che da questo territorio possono emergere le risorse di tanti innovatori potenziali che si trovano immersi nel sistema produttivo e di consumo se solo si lavorasse con logiche di rete, se si mettessero a sistema gli interventi pubblici, se si sfruttassero le enormi potenzialità di internet, del web2.0 che permette di mettere in contatto innovatori con altri innovatori,moltiplicandone gli effetti e raggiungendo gli user di tutto il mondo.
Non è fantascienza, è quanto già accade e che caratterizza gli attuali processi di produzione della conoscenza, processi ai quali le biblioteche sono per forza interessate perchè la conoscenza, i contenuti sono il loro pane quotidiano, ma questo pane devono imparare a lavorarlo sempre meglio per poterlo poi offrire confezionando ricette innovative e mirate, perciò più efficaci.Il progetto del Consorzio SBCR dunque parte da una rivisitazione degli spazi delle biblioteche che ambiscono ad attrezzare nelle loro sedi un'area speciale dedicata alla creatività e all'innovazione creando un sistema di poli multisciplinari di base distribuiti nei comuni, accessibili, presidiati e ricchi di contenuti .Nelle biblioteche dove ciò non fosse possibile, si potrebbe procedere ad un'espansione del servizio che colloca tale spazio "fuori di sè" (nella sede di un associazione, in uno spazio pubblico dedicato, ecc) , pur mantendo i caratteri della biblioteca ovvero presenza di contenuti, presidio, stabilità. Ad alimentare tali poli multidisciplinare come assistenza, scambio e prestito di materiali, animazione e formazione provvedono poli specialistici attraverso lo strumento della video conferenza o della presenza di tutor; I poli specialistici andranno collocati in luoghi altri delle biblioteche, maggiomente attrezzati, legati ad uno specifico settore tematico; potrebbero assomigliared un laboratorio/atelier, un hub , uno spazio di co-working secondo tipologie già sperimentare e tutte da studiare per il caso specifico. Tali spazi dovrebbero essere gestiti attraverso un team di operatori per i quali l'attività del centro potrà diventare col tempo attività lavorativa stabile.I centri, oltre ad offrire assistenza e formazione in loco, assistenza e formazione on line agli spazi pluridisciplinari delle biblioteche, dovranno attivare tutta una serie di azioni di animazione con le associazioni e con i singoli che si avvicineranno ai poli per proporre idee, scambiare opinioni, mettere a fattor comune esperienze, realizzare progetti creativi Aziende e società private che operano ai Castelli Romani nel settore delle industrie culturali e creative saranno i naturali alleati/clienti di un tale sistema di servizi che alimenta e viene a sua volta alimentato dal circuito di idee e progetti messi in moto dalla rete. Si pensi solo per fare degli esempi al valore aggiunto che ogni singola impresa acquisirebbe al suo prodotto dal coordinamento intelligente degli spazi per la rappresentazione di sé attraverso mostre, convegni, work shop, fiere festival ecc. o alla possibilità di accedere aattraverso la rete ad un patrimonio tesaurizzato di idee a supporto della propria attività.Indispensabile è infine il ruolo delle associazione del loro ricco e fluido tessuto, di cui pure si fa un gran parlare, ma per le quali ci si ferma sempre alla rilevazione - chi e quante sono, cosa fanno ecc. - per poi arrovellarsi sul come procedere alla distribuzione dei risorse pubbliche sempre scarse che non trovano la strade per trasformarsi in circuiti virtuosi in grado di alimentare con continuità le attività delle associazioni. Un primo livello di intervento possibile è l'attivazione da parte delle associazioni di loro progetti realizzabili dentro le strutture di base delle biblioteche. Un secondo livello di intervento è relativo alla possibilità delle associazioni, che hanno competenze specifiche nelle discipline in oggetto, di offrire tali competenze nei team centrali di assistenza e/o nella gestione di progetti di più ampio respiro che utilizzino la rete della creatività nel suo complesso
Un ragionamento a parte poi si è cominciato a fare sul modello di governance che permetterebbe a tale sistema di funzioanre al meglio e sul quale le ipotesi oggi in corso meritano ovviamente studio e approfondimento, tenendo conto anche di esperienze già maturate in altre realtà del nostro Paese.

tratto da "Vivavoce"

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