martedì 5 maggio 2009

Social Media come innovazione territoriale

Programma d'uso_studio delle componenti della mixitè


Menti ApeRTE
un progetto che guarda ai social media come Innovazione territoriale


La creazione e la condivisione di contenuti nella sfera dei media è attualemente uno dei temi più discussi tra sociologi, economisti ed esperti di cultura digitale. Il successo di Blog, YouTube, degli Indy Media Centre, di Facebook pone numerose domande sull'interazione tra media e società, domande rivolte con particolare attenzione all'uso personale e alle performance che sempre più utenti ottengono aggregando media diversi, organizzando contenuti, facendo mush-up, taggando e taggandosi, up-loading and downloading, tanto per usare un po' dei termini della blogo-sfera. La facilità con la quale oggi si aggregano informazioni, ha dato avvio ad un processo che si sta rilevando rivoluzionario nella storia dei media: la possibilità di intervienire direttamente sulle informazioni e sui contenuti, partecipando secondo una modalità peer-to-peer. È proprio sulla via della partecipazione che l'utente/consumatore è divenuto prosumer, ossia l'utente/autore, l'utente/produttore, attraverso quel processo detto USG (user-genereted content): come gli utenti fanno convergere le informazioni e i contenuti, precedentemente aggregati, in un unico media capace di far arrivare alla propria comunità di riferimento la creazione finale. In tale scenario è interessante sottolineare il parallelismo tra lo sviluppo dei media ed il bisogno degli utenti di poter non solo intervenire direttamente sulla realtà mediatica, ma di modificare i media stessi, affinché possano rispondere alla necessità di partecipazione e condivisione. Più i prosumer necessitano di condividere e partecipare, più si producono media e software adatti a rispondere a tale bisogno; pensiamo ad esempio alla proliferazione ed al successo che stanno avendo i social media 2.0, i quali sono basati proprio sulla possibilità di far dialogare due o più utenti, secondo modalità interattiva che prevede lo scambio di informazioni, la modifica delle stesse e la creazione di nuove.In tale panoramica la cultura emergente è quella della partecipazione, una cultura che sta gettando i semi di una nuovo modo di fare società, che trova nella rete il luogo dove le comunità si formano, comunità con valori condivisi che sconfinano i limiti territoriali e che ricercano nelle nuove tecnologie modalità per organizzarsi, condivere, dialogare e creare. Queste comunità sono formate da individui singoli che attraverso il loro network, detto anche personalised network, ricercano e legano con individui simili. Tale processo è in perfetta sintonia con il cambiamento dell'unità di riferimento della società dell'Ínformazione, che messo al centro l'individuo e il suo network, sta salutando il nucleo famigliare. Se il luogo fisico conta sempre meno, esso però è ancora di gran valore, in quanto è dove gli individui agiscono e abitano; è lo spazio dove la maggiro parte delle interazioni avvengono. Le interazioni online non potranno mai rimpiazzare le interazioni che avvengono sui luoghi fisici, ed ecco perchè la vera rivoluzione digitale è quella di connettere persone, luoghi e progetti, attraverso il supporto di media e computer. Il così cosi detto social networking, di cui oggi si parla tanto, può essere allora inteso come quel processo attraverso il quale gli individui fanno rete con individui o comunità dove essi possono ritrovare il loro essere sociale, la loro visione del mondo, contribuendo con la loro partecipazione alla proliferazine di idee ed informazioni. Tale interazione agisce anche sui luoghi fisici di riferimento, sulle comunità che le abitano, perchè se è vero che il cosi detto personalised network si ramifica e cresce sulla rete, esso ricade anche sui territori, dove gli individui spendono le loro competenze, i loro rapporti e il loro essere cittadini del mondo. Tra le reti e luoghi fisici, tra quei due spazi che Manule Castells ha definito spaces of flows and spaces of place, c'è`una sfera d'innovazione tutta da scoprire, all'avangaurdia che può guardare ai media e sopratutto ai social media come innovazione territoriale. I media sociali, o media 2.0 ne stanno già sperimentando le potenzialità. Un esempio è quello dell'uso di tagging o di urbanblog da un punto di vista geografico. Taggando imagini e video personalizzati su mappe interattive, i luoghi fisici acquistano un valore aggiunto dato dalle narrative di storie e visioni espresse dagli abitanti, dagli immigrati, da tutti coloro che in generale vivono, lavorano e producono su un territorio. Ne viene fuori una pratica di psicogeografia che ricorda le pratiche della derive dei Situazionisti, un' esperienza urbana tutta immateriale e di potenziale interesse per urbanisti e pianificatori alle prese con progetti di riaqulificazione urbana e simili. Tra media e territorio si possono dunque creare interazioni catalizzatrici d'innovazione e creatività per esperienze ibride che si giocano tra la rete digitale e la rete di luoghi fatta da persone ed esperienze ed identità. È su tale scia che il Consorzio SBCR propone una nuovo progetto sul territorio dei Castelli Romani, che guarda alla creativà territoriale puntando sull'uso dei media. Menti ApeRTE, nome del progetto, presenta nella propria struttura un'accattivante relazione tra diversi spazi fisici e la modalità di connetterli. Abbiamo letto nell'articolo/intervista al Direttore del Consorzio SBCR nel numero 75 della Rivista dell'apertura di una sala della creatività nella biblioteca di Genzano. Questa offre la possibiltà di cimentarsi con la creazione di opere multimediali mettendo a disposione diversi media, dai software al ''vecchio'' media libro. La funzione di tale sala dunque è quella di sviluppare una esperienza primoridiale sollecitando le capacità creative degli utenti, cercando al contempo di farle crescere. A supporto di tale sala è previsto un collegamento con dei centri sparsi sul territorio, centri specializzati in produzioni multimediali dal carattere monotematico: musica, video, fotografia, visual art dove l'utente si potrà connettere, o recarsi, cosi da poter sviluppare la propria opera più professionalemente. In contemporanea il Consorzio vuole proseguire la ricerca sui produttori di contenuti ai Castelli con i quali si possono pensare molteplici azioni di scambio di esperienze, ma anche di risorse. Dunque il progetto presenta tre sfere di azione - la sala della creatività per un prima esperienza, i centri monodisciplinari per l'approfondimento e la ricerca sulle industrie creative - che agiscono da una parte tra i diversi spazi di un medesimo territorio, collegando in rete le produzioni degli utenti con operatori specializzati, e al contempo visione e ricerca sui produttori di contenuti. È sulle prime due sfere di azione che si gioca una scomessa importante. Mettere in rete le opere degli utenti stimola il sorgere di una comunità d'interesse che vede appassionati di multimedia, ma anche coraggiosi avventurieri immersi in quell'esperienza primordiale di cui sopra. A distanza di tempo la produzione di opere creative potrebbero rilevare un'interesante profilo identitario di una parte di territorio che produce attraverso le proprie idee, le proprie visioni, le proprie esperienze. Tale ipotetica comunità è connessa perchè condivide appunto lo stesso interesse, ecco perchè si definicono comunità d'interesse, ma il suo vantaggio fin dall'albore è la condivisione dello stesso territorio e degli stessi spazi, un'importante valore aggiunto che molte delle comunità in interent non hanno. Tale vantaggio è di stimolo, per chi ha capacità di visione e di immaginazione, per facilitare dinamiche di rete affinchè questo insieme di opere e di persone divenga effettivamente parte del "sistema produttivo territorio", nel senso non solo puramento economico, ma di capitale sociale e capitale relazionale. Il progetto ponendo tra gli obiettivi anche la ricerca sulle industrie creative e la messa in rete dei loro attori, prodotti e contenuti, offre la possibilità a tale comunità di avere un diretto contatto con il mondo produttivo, aprendo il varco ad esperienze di confronto ma anche di arricchimento reciproco. L'apertura di spazi, di mezzi e servizi, come quelli pensati dal progetto, sono strumenti importanti; i media per le loro caratterisitiche di comunicazione, di stimolo alla creatività e per la loro capacità attuale di connettere, condividere e creare sono certo un mezzo stimolante per chi come il Consorzio da sempre facilita reti di persone, progetti e luoghi. Ciò non toglie che il percoso per il suo carattere fortemente immateriale non è facile, ma è sicuramente un progetto all'avangaurdia che ci fa guardare il territorio dei Castelli Romani come un altro pezzo d'Europa.

scritto da Veronica Pezzuti.

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